LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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L'Europa vista dal parabrezza
NARRATIVA DI VIAGGIO - OTTOBRE 2008

Considerato un genio da Bruce Chatwin che lo prese a modello, L'Europa vista dal parabrezza. Riflessioni fatte durante un viaggio in macchina da Grimsby ad Atene (Europe in the Looking-Glass. Reflections of a Motor Drive from Grimsby to Athens) fu il libro d'esordio di Robert Byron.
Questo libro, pubblicato per la prima volta in Italia è il racconto del suo primo viaggio ...

Considerato un genio da Bruce Chatwin che lo prese a modello, L'Europa vista dal parabrezza. Riflessioni fatte durante un viaggio in macchina da Grimsby ad Atene (Europe in the Looking-Glass. Reflections of a Motor Drive from Grimsby to Athens) fu il libro d'esordio di Robert Byron.
Questo libro, pubblicato per la prima volta in Italia è il racconto del suo primo viaggio dall'Inghilterra
attraverso la Germania e l'Austria, per poi attraversare l'Italia (tappe classiche: Verona, Bologna, Firenze, la Toscana, Napoli) e da Brindisi salpare per la terra
di Socrate, toccando Patrasso per raggiungere finalmente Atene. Nel 1926 lo storico ed economista Roy Harrod lo segnalò all'editore Routledge con queste parole: «È persona di grandi capacità letterarie, gusto e cultura. Esperto di pittura, è anche un ottimo critico» .
L'ambiente di provenienza e l'educazione contribuirono a formare lo spirito originale e libero di Robert Byron. La sua generazione era quella di Evelyn Waugh, Harold
Acton e delle sorelle Mitford: la brillante società mondana inglese degli anni Venti, che richiedeva un'alta qualità culturale e la capacità di affrontare le prove dello snobismo più elitario.
Nel 1928 uscì un secondo libro di viaggio, dedicato al Monte Athos: a interessarlo era soprattutto l'arte bizantina (si vedano i successivi, assai noti, The Byzantine Achievement, 1929 e l'ambizioso The Birth of Western Painting, 1930), che Byron individuava come vertice supremo dell'arte cristiana, rispetto alla quale il Rinascimento umanistico e imitatore della natura rappresenta una frattura se non un indebolimento. Dei secoli seguenti salvò solo la pittura del Greco, e nell'arte contemporanea Cézanne e la riscoperta del colore.
Di questi temi, così come di architettura moderna e di restauro Byron si occupava anche nella sua attività giornalistica con articoli pubblicati su riviste e quotidiani
come «Country Life» o «Times».
Il suo titolo più famoso è La via per l'Oxiana (1937), indicato da Paul Fussel, autore di uno studio fondamentale sulla letteratura di viaggio inglese negli anni Trenta come il capolavoro assoluto del genere. Della stessa idea era anche Bruce Chatwin, che del libro di Byron scriveva: «La mia copia personale ormai priva di rilegatura e tutta macchiata dopo quattro viaggi nell'Asia Centrale  mi accompagna da quando avevo quindici anni».