LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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Indignati speciali contro la casta
ATTUALITA' - OTTOBRE 2008

L’intreccio tra comunicazione e politica entra in cortocircuito. Attori, anchorman e giornalisti diventano politici a pieno titolo e trasformano le piazze e le reti tv in un parlamento open air dal quale mettono in onda lo show dell’opposizione indignata. Al principio fu Adriano celentano, il re degli ignoranti. Seguì Gianfranco Funari, l’apostolo della “ggente”. Ma ormai la denuncia ...

L’intreccio tra comunicazione e politica entra in cortocircuito. Attori, anchorman e giornalisti diventano politici a pieno titolo e trasformano le piazze e le reti tv in un parlamento open air dal quale mettono in onda lo show dell’opposizione indignata. Al principio fu Adriano celentano, il re degli ignoranti. Seguì Gianfranco Funari, l’apostolo della “ggente”. Ma ormai la denuncia è diventata una professione ben consolidata che ha eletto le sue star: Beppe Grillo, Marco Travaglio, Michele Santoro, il Gabibbo, la coppia Stella & Rizzo.
Crecchi e Rinaldi raccontano eroismi, debolezze e tradimenti dei protagonisti di una protesta sempre più mediatica.
Il carnevale dell’indignazione vede in prima fila anche imprevedibili presidenti della Repubblica, anziani romanzieri come Andrea Camilleri, filosofi illustri come Gianni Vattimo e magistrati di periferia, Luigi De Magistris, Henry John Woodcock e Clementina Forleo. Ma ridà anche fiato e fede al campione dell’intolleranza Magdi Allam o al narcisista Giuliano Ferrara. Il ritorno al potere del centrodestra taglia spazio e voce a quotidiani di battaglia, da «Libero» al «Giornale», ma lancia un ministro, Renato Brunetta, capace di sviare il furore popolare che si abbatteva su una riconoscibilissima casta di politici, amministratori e manager pubblici verso una nebulosa di fannulloni e di raccomandati.
E le ultime intercettazioni non parlano più di tangenti o scalate bancarie ma di aspiranti attrici e veline da collocare nei letti o nei ministeri giusti.