LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


CONTATTI
SERVIZI
STORIA
NOVITÀ
HOME
Due delitti celebri - Giovanna di Napoli e Nisida

NARRATIVA STORICA - LUGLIO 2008

Un grande scrittore del passato, Alexandre Dumas, e un grande scrittore di oggi, Giuseppe Montesano, finalista al Premio Strega, ci appassionano con due celebri delitti italiani in un volume inedito, originale e irripetibile.

A un certo punto della sua carriera, quando era già un affermato...

Un grande scrittore del passato, Alexandre Dumas, e un grande scrittore di oggi, Giuseppe Montesano, finalista al Premio Strega, ci appassionano con due celebri delitti italiani in un volume inedito, originale e irripetibile.

A un certo punto della sua carriera, quando era già un affermato scrittore per il teatro, Dumas fu attratto dalla scrittura giornalistica e, in particolare, dall’investigazione letteraria. Studiò (in un libro da molti considerato le sue Mille e una notte) alcuni celebri delitti di tutti i tempi. Fra questi scritti, due dei più avvincenti e documentati sono quelli che riguardano la Regina Giovanna e la giovane Nisida.

• Andata in sposa al cugino Andrea d’Ungheria, Giovanna d’Angiò mal lo sopportava tanto che i nobili a lei vicini organizzarono l’assassinio del marito. Salita al trono, regnò per trent’anni, fino a quando fu lei stessa uccisa dai congiurati dell’usurpatore Carlo di Durazzo.
• Il secondo racconto riguarda un delitto d’onore: il fratello della bella Nisida uccide un nobile molestatore e viene condannato a morte; il padre, a sua volta, lo ammazza sulla strada del patibolo per evitargli il disonore di una morte per mano del boia.

Giuseppe Montesano cura l'introduzione a questa versione italiana (la traduzione è di Filippo Benfante).