LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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LA VITA GIOCA CON ME

"tuvia era mio nonno. Vera è mia nonna. Rafael, rafi, mio padre, e nina... Nina non c'è. Nina non è qui. È sempre stato questo il suo contributo particolare alla famiglia", annota ghili nel suo quaderno. Ma per la festa dei novant'anni di vera, nina è tornata; Ha preso tre aerei che dall'artico l'hanno portata al kibbutz, tra l'euforia di sua madre, la rabbia di sua figlia ghili, e la venerazione immutata di rafi, l'uomo che ancora, nonostante tutto, quando la vede perde ogni difesa. E questa volta sembra che nina non abbia intenzione di fuggire via; Ha una cosa urgente da comunicare. E una da sapere. Vuole che sua madre le racconti finalmente cosa è successo in iugoslavia, nella "prima parte" della sua vita, quando, giovane ebrea croata, si è caparbiamente...

"tuvia era mio nonno. Vera è mia nonna. Rafael, rafi, mio padre, e nina... Nina non c'è. Nina non è qui. È sempre stato questo il suo contributo particolare alla famiglia", annota ghili nel suo quaderno. Ma per la festa dei novant'anni di vera, nina è tornata; Ha preso tre aerei che dall'artico l'hanno portata al kibbutz, tra l'euforia di sua madre, la rabbia di sua figlia ghili, e la venerazione immutata di rafi, l'uomo che ancora, nonostante tutto, quando la vede perde ogni difesa. E questa volta sembra che nina non abbia intenzione di fuggire via; Ha una cosa urgente da comunicare. E una da sapere. Vuole che sua madre le racconti finalmente cosa è successo in iugoslavia, nella "prima parte" della sua vita, quando, giovane ebrea croata, si è caparbiamente innamorata di milos, figlio di contadini serbi senza terra. E di quando milos è stato sbattuto in prigione con l'accusa di essere una spia stalinista. Vuole sapere perché vera è stata deportata nel campo di rieducazione sull'isola di goli otok, abbandonandola all'età di sei anni e mezzo. Di più, nina suggerisce di partire alla volta del luogo dell'orrore che ha risucchiato vera per tre anni e che ha segnato il suo destino e poi quello della giovane ghili. Il viaggio di vera, nina, ghili e rafi a goli otok finisce per trasformarsi in una drammatica resa dei conti e rompe il silenzio, risvegliando sentimenti ed emozioni con la violenza della tempesta che si abbatte sulle scogliere dell'isola. Un viaggio catartico affidato alle riprese di una videocamera, dove memoria e oblio si confondono in un'unica testimonianza imperfetta. Con "la vita gioca con me" david grossman ci ricorda che scegliere significa escludere e vivere è un continuo, maldestro tentativo di ricomporre.