LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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UNA PROFONDA INVIDIA PER LA MUSICA

Nell'ambito di un ciclo dal titolo "la musica e i dischi di...", dal 14 al 18 luglio 1980, paolo terni si trovò a ospitare negli studi di radio 3 uno scrittore che mai aveva fatto sospettare una particolare inclinazione per la musica: giorgio manganelli. E invece, come un appuntamento a lungo atteso, rappresentò un'esplosione pirotecnica l'incontro fra il manga (che alla sua morte lascerà una collezione discografica non meno ricca della sua leggendaria biblioteca) e una serie di brani "incontournables" del canone occidentale - da haydn a mahler, passando per schubert e verdi: senza trascurare le operette di gilbert and sullivan o la musica tradizionale del giappone...

Nell'ambito di un ciclo dal titolo "la musica e i dischi di...", dal 14 al 18 luglio 1980, paolo terni si trovò a ospitare negli studi di radio 3 uno scrittore che mai aveva fatto sospettare una particolare inclinazione per la musica: giorgio manganelli. E invece, come un appuntamento a lungo atteso, rappresentò un'esplosione pirotecnica l'incontro fra il manga (che alla sua morte lascerà una collezione discografica non meno ricca della sua leggendaria biblioteca) e una serie di brani "incontournables" del canone occidentale - da haydn a mahler, passando per schubert e verdi: senza trascurare le operette di gilbert and sullivan o la musica tradizionale del giappone. La reazione chimica fra ascolto e commento a caldo produce un monumento all'arte della conversazione - brillante come poteva essere, forse, in un salotto del settecento. Ma anche l'affondo più rivelatorio nella poetica di un autore pervicacemente astratto, quale voleva essere manganelli, che a sorpresa fa i conti con "l'onta del significato" e la sua "ferita": che il miracolo della forma traduce in "un contrassegno nobiliare". Sette anni dopo, all'ascolto e alla sua interpretazione, manganelli dedicherà uno dei suoi capolavori: "rumori o voci".