LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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IL LIBRO DEI MOSTRI

Roberto bolan?O racconta che il primo libro di wilcock che gli capitò di leggere - «in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza» - gli «restituì l'allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero». Da allora non smise mai di raccomandare, come si raccomanda un farmaco benefico, quello che definiva «uno dei più grandi e più strani (con tutto ciò che di rivoluzionario ha in sé questa parola) scrittori di questo secolo, che nessun buon lettore deve trascurare». «il libro dei mostri», l'ultimo di wilcock, lo conferma: è uno dei suoi più felici e sfrenati viaggi nel fantastico, la ricognizione puntuale ed esilarante-raccapricciante di un «piccolo mondo mostruoso», dove non troveremo sirene e onocentauri, ma molti personaggi improbabili - e che pure ci sembra di incontrare ogni giorno, in quella quotidianità, riconoscibile come semplice maschera del caos, in cui vengono genialmente innestati il grottesco e l'assurdo...

Roberto bolan?O racconta che il primo libro di wilcock che gli capitò di leggere - «in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza» - gli «restituì l'allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero». Da allora non smise mai di raccomandare, come si raccomanda un farmaco benefico, quello che definiva «uno dei più grandi e più strani (con tutto ciò che di rivoluzionario ha in sé questa parola) scrittori di questo secolo, che nessun buon lettore deve trascurare». «il libro dei mostri», l'ultimo di wilcock, lo conferma: è uno dei suoi più felici e sfrenati viaggi nel fantastico, la ricognizione puntuale ed esilarante-raccapricciante di un «piccolo mondo mostruoso», dove non troveremo sirene e onocentauri, ma molti personaggi improbabili - e che pure ci sembra di incontrare ogni giorno, in quella quotidianità, riconoscibile come semplice maschera del caos, in cui vengono genialmente innestati il grottesco e l'assurdo, la diversità e la follia: il geometra elio torpo, per esempio, si è tramutato in un vulcano di fango, l'ufficiale postale frenio guiscardi in «un ammasso di peli, lana e bambagia, di forma genericamente sferica», il critico letterario berlo zenobi in una massa di vermi, il veterinario lurio tontino in un asteroide, e lo psicoanalista ruzio haub-haub è in tutto simile a una vipera... Come hrundi v. Bakshi (il protagonista di «hollywood party»), ha scritto edoardo camurri, «wilcock si diverte a mandare a gambe all'aria tutto quanto»: sotto la caustica ferocia dei suoi attacchi crollano frasi fatte, luoghi comuni, banalità e ideologie.