LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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BUONGIORNO, MEZZANOTTE

«tristesse, che parola graziosa...». Nella parigi degli anni trenta, dove ogni alberghetto è uguale all'altro e ogni café può celare un nuovo, tormentoso incontro, una donna che scopre di non essere più giovane insegna a se stessa l'arte del distacco. E londra, dove presto dovrà tornare, non le riserva niente di meglio: «perché non ti sei annegata nella senna?» le domanda l'ultimo parente che sembrava disposto a occuparsi di lei. Per sasha, ormai, si tratta solo di dimenticarsi «dei vicoli bui, dei fiumi bui, del dolore, della lotta», delle «voci che loro usano come pugnali». E quando i giorni e le notti si fanno ancora più solitari e desolati, c'è un unico modo per sopravvivere alla sua caparbia, febbrile perdizione...

«tristesse, che parola graziosa...». Nella parigi degli anni trenta, dove ogni alberghetto è uguale all'altro e ogni café può celare un nuovo, tormentoso incontro, una donna che scopre di non essere più giovane insegna a se stessa l'arte del distacco. E londra, dove presto dovrà tornare, non le riserva niente di meglio: «perché non ti sei annegata nella senna?» le domanda l'ultimo parente che sembrava disposto a occuparsi di lei. Per sasha, ormai, si tratta solo di dimenticarsi «dei vicoli bui, dei fiumi bui, del dolore, della lotta», delle «voci che loro usano come pugnali». E quando i giorni e le notti si fanno ancora più solitari e desolati, c'è un unico modo per sopravvivere alla sua caparbia, febbrile perdizione: «soprattutto non piangere in pubblico, e se possibile nemmeno in privato». Meglio tingersi subito i capelli di biondo cenere e correre all'appuntamento con quello strano gigolò dalla nazionalità indecifrabile e la lunga cicatrice che gli attraversa la gola.