LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


CONTATTI
SERVIZI
STORIA
NOVITÀ
HOME
GUANTANAMO

Nel campo di prigionia di guantanamo l'inquirente inglese, assegnato ai servizi segreti americani, è fermamente convinto che il giovane arabo del nord del sudan sia l'uomo che, col nome di battaglia di abu bilal al-masri, è penetrato in afghanistan per raggiungere il capo di al-qa'ida e dare manforte ai talebani. Il giovane, tuttavia, è innocente...

Nel campo di prigionia di guantanamo l'inquirente inglese, assegnato ai servizi segreti americani, è fermamente convinto che il giovane arabo del nord del sudan sia l'uomo che, col nome di battaglia di abu bilal al-masri, è penetrato in afghanistan per raggiungere il capo di al-qa'ida e dare manforte ai talebani. Il giovane, tuttavia, è innocente. Lo hanno rapito per sbaglio nella zona di confine fra pakistan e afghanistan, dove, in qualità di operatore, si era spinto per filmare gli eventi. Appartenente per parte di madre al clan dei ja'fara, il cui lignaggio risale fino al casato del profeta, non ha mai pensato di incontrare osama bin laden, né ha mai voluto unirsi alle bande di talebani che uccidono chiunque non la pensi come loro e distruggono gli antichi monumenti archeologici col pretesto di difendere la religione e instaurare la shari'a. Nel campo, però, nessuno gli crede. Quando, preso da una smania improvvisa, il giovane inveisce e urla di far parte della stampa, le guardie lo deridono ripetendo press, press. Con addosso una tuta arancione acceso coi bottoni che corrono lungo la schiena, tra prigionieri incatenati ridotti in uno stato di prostrazione estrema, le facce inaridite, i cenci scomposti, gli occhi spenti con lo sguardo obliquo, il giovane prega e rivolge tutti i suoi pensieri alla moglie muhaira, alle sue ciglia lucide quando distoglieva pudicamente lo sguardo da lui, e a nora, la ragazza con cui ha condiviso ad alessandria attimi travolgenti ormai irraggiungibili. Narrando di un giovane arabo rinchiuso senza colpa nel campo di prigionia di guantanamo, negli anni immediatamente successivi agli attentati dell'11 settembre, youssef ziedan affronta uno dei temi fondamentali del nostro tempo, in cui la lotta al terrore col terrore finisce inevitabilmente col minare i fondamenti stessi della democrazia e della dignità dell'uomo.