LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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LA CASA DEI NOMI

Entra clitennestra. «ho dimestichezza con l'odore della morte», esordisce la regina di micene, che quell'odore lo conosce bene. L'ha sentito sul corpo della figlia primogenita ifigenia il giorno in cui il marito agamennone l'ha sacrificata agli dèi per ottenerne il favore nella guerra imminente, dopo averla attirata all'accampamento con l'inganno. Moglie furiosa e madre straziata, clitennestra prepara a lungo la sua vendetta e, al ritorno del re, si appresta a sentire di nuovo l'odore della morte, quella di agamennone questa volta, fra le mura del loro palazzo e per sua stessa mano. Colm tóibin fa rivivere le figure classiche della casata di atreo e, intaccando la loro mitica intangibilità, le rende personaggi di carne e sangue, dotati di psicologia, motivazioni e tonalità. La clitennestra di tóibin è ancora la rancorosa regina...

Entra clitennestra. «ho dimestichezza con l'odore della morte», esordisce la regina di micene, che quell'odore lo conosce bene. L'ha sentito sul corpo della figlia primogenita ifigenia il giorno in cui il marito agamennone l'ha sacrificata agli dèi per ottenerne il favore nella guerra imminente, dopo averla attirata all'accampamento con l'inganno. Moglie furiosa e madre straziata, clitennestra prepara a lungo la sua vendetta e, al ritorno del re, si appresta a sentire di nuovo l'odore della morte, quella di agamennone questa volta, fra le mura del loro palazzo e per sua stessa mano. Colm tóibin fa rivivere le figure classiche della casata di atreo e, intaccando la loro mitica intangibilità, le rende personaggi di carne e sangue, dotati di psicologia, motivazioni e tonalità. La clitennestra di tóibin è ancora la rancorosa regina del mito, ma è anche una donna alle prese con la gestione modernamente complessa del potere e con un amante, egisto, su cui modulare desiderio e controllo. La sua elettra è la figlia fedele che pretende la retribuzione del sangue, ma è anche la vittima di abbandono che cerca nelle ombre un sollievo dalla solitudine. Per tutti loro il processo di umanizzazione è reso particolarmente efficace dalla scomparsa di un orizzonte divino a cui ubbidire e delegare. Nel mondo della "casa dei nomi" gli antichi dèi stanno svanendo e la loro legge vacilla. Non prega più clitennestra, si chiude la porta che conduceva elettra ad agamennone. Non ad apollo si deve il piano di vendetta attuato da oreste, né alle erinni la sua follia. Pensieri e progetti, speranze e disperazioni si avviano a essere unicamente mortali. A oreste, che nella tragedia di eschilo sparisce dalla scena bambino per farvi ritorno solo da adulto in veste di vendicatore matricida, tóibin regala un'adolescenza, un'avventura, un amore e un dubbio.