LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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LA CLINICA RIPOSO E PACE. COMMEDIA NERA N.2

La clinica riposo & pace sorge in un luogo ameno su ridenti colline, dove è tutto un cinguettar di uccellini su prati tosati a dovere, gli edifici lindi e luminosi, il personale amabile. Proprio in fondo al parco si intravede un padiglione un po' appartato; È lì che riposo & pace si trasforma in stress e conflitto, una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Alfio pallini viene portato con la forza e con l'inganno nella villa dagli affezionati nipoti, ridotto all'impotenza si accorge ben presto dove sia capitato, sedazioni su sedazioni, personale robusto e convincente, legacci e sbarre. Quel che più inquieta l'arzillo vecchietto è che il suo vicino di letto cambi di continuo, i nuovi arrivati non fanno in tempo ad ambientarsi che vengono portati via coperti da un lenzuolo bianco. Alfio, che già progettava la fuga, diventa ancor...

La clinica riposo & pace sorge in un luogo ameno su ridenti colline, dove è tutto un cinguettar di uccellini su prati tosati a dovere, gli edifici lindi e luminosi, il personale amabile. Proprio in fondo al parco si intravede un padiglione un po' appartato; È lì che riposo & pace si trasforma in stress e conflitto, una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Alfio pallini viene portato con la forza e con l'inganno nella villa dagli affezionati nipoti, ridotto all'impotenza si accorge ben presto dove sia capitato, sedazioni su sedazioni, personale robusto e convincente, legacci e sbarre. Quel che più inquieta l'arzillo vecchietto è che il suo vicino di letto cambi di continuo, i nuovi arrivati non fanno in tempo ad ambientarsi che vengono portati via coperti da un lenzuolo bianco. Alfio, che già progettava la fuga, diventa ancor più sospettoso, nasconde i farmaci, va curiosando, origlia le chiacchiere delle dispotiche infermiere, cerca di mettersi in contatto con il suo antico badante, l'unica persona di cui si fidi, colui che potrebbe fargli guadagnare l'agognata libertà. Non demorde, non si arrende, e le sue reazioni allarmano medici e inservienti che decidono di procedere con maniere forti e definitive. Ma qui avviene quel che non ti aspetti. Questa parodia fantastica e feroce, che mette alla berlina la medicalizzazione del disagio quotidiano, l'ipocrita rivalutazione dei valori dell'essere anziani, la buona morte, i falsi affetti familiari, è uno dei momenti di un progetto narrativo più vasto. Con la serie «commedia nera» (pezzi di teatro narrato, che si svolgono in un solo luogo) francesco recami prende a bersaglio della sua comicità i paradossi sociali più evidenti e più fastidiosi dell'epoca. Secondo lui, il ghigno e la risata raggiungono l'amaro esistenziale del nostro essere sociale meglio di ogni retorica drammatica. E l'effetto di «ridere piangendo» che danno le sue pagine sembra dargli ragione.