LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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LA VORAGINE

Più di 23 miliardi di euro. È questa la cifra che il governo italiano ha perso in soli quattro anni, dal 2011 al 2015, sui contratti derivati sottoscritti dal Tesoro con le grandi banche internazionali. Un fiume di denaro che purtroppo è destinato a ingrossarsi ancora, visto che da qui al 2021 sono altamente probabili ulteriori perdite per altri 24 miliardi di euro. Il libro scava nei segreti dei contratti che il guru americano Warren Buffett, uno dei più imitati gestori di patrimoni al mondo, ha definito “armi finanziarie di distruzione di massima”. Ricostruisce quando lo Stato italiano ha cominciato a usarli e perché, a un certo punto, si sono mostrati così devastanti per le casse pubbliche. Vengono rivelati i dettagli dei derivati sottoscritti con la banca americana Morgan Stanley, costati al governo un...

Più di 23 miliardi di euro. È questa la cifra che il governo italiano ha perso in soli quattro anni, dal 2011 al 2015, sui contratti derivati sottoscritti dal Tesoro con le grandi banche internazionali. Un fiume di denaro che purtroppo è destinato a ingrossarsi ancora, visto che da qui al 2021 sono altamente probabili ulteriori perdite per altri 24 miliardi di euro. Il libro scava nei segreti dei contratti che il guru americano Warren Buffett, uno dei più imitati gestori di patrimoni al mondo, ha definito “armi finanziarie di distruzione di massima”. Ricostruisce quando lo Stato italiano ha cominciato a usarli e perché, a un certo punto, si sono mostrati così devastanti per le casse pubbliche. Vengono rivelati i dettagli dei derivati sottoscritti con la banca americana Morgan Stanley, costati al governo un mega esborso di 3,1 miliardi di euro, versati proprio nel momento in cui l’allora premier Mario Monti fronteggiava il rischio di non poter più pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. E viene raccontato come il Tesoro ha sempre rifiutato di mettere a disposizione del parlamento e dell’opinione pubblica gli accordi con le banche, con l’effetto di rendere impossibile una valutazione piena e trasparente dei motivi per cui sono stati firmati.