LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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QUELLO DEL TENNIS

La volta che dovette incontrare Gianni Brera, suo futuro maestro prima alla "Gazzetta dello Sport" e in seguito al "Giorno", il giovane Gianni Clerici si presentò in Galleria, a Milano, con in mano una fiammante racchetta Dunlop Maxply per farsi riconoscere. Nulla di più profetico, se poi la sua "non carriera giornalistica" si è legata in modo indissolubile al tennis. Con il suo stile inimitabile, sempre in punta d'ironia, lo Scriba ha narrato più di mezzo secolo di tennis, assistendo...

La volta che dovette incontrare Gianni Brera, suo futuro maestro prima alla "Gazzetta dello Sport" e in seguito al "Giorno", il giovane Gianni Clerici si presentò in Galleria, a Milano, con in mano una fiammante racchetta Dunlop Maxply per farsi riconoscere. Nulla di più profetico, se poi la sua "non carriera giornalistica" si è legata in modo indissolubile al tennis. Con il suo stile inimitabile, sempre in punta d'ironia, lo Scriba ha narrato più di mezzo secolo di tennis, assistendo ai trionfi di Laver e Borg, alle sfuriate di McEnroe, ai record di Federer. E intrecciando, ai margini dei court, le vicende di questo sport con la propria immaginazione letteraria, fino a coltivare come pochi l'arte della divagazione. Una qualità che rivive anche qui, in quella che Clerici definisce la sua "bio-eterografia", dove a scandire il racconto della propria vita sono le molte amicizie e gli eccezionali incontri: c'è l'infanzia in Riviera, la scoperta dell'"amatissimo gioco" praticato dai nobili inglesi, quindi il tennis da giocatore di buon livello e il sogno realizzato di calcare l'erba perfetta di Wimbledon; poi la scrittura, ma anche la visita a Hermann Hesse e l'incontro con Hemingway, la Milano vivissima degli anni Cinquanta e i maestri Bassani e Soldati che lo candidano al premio Strega; e, ancora, i 23 libri pubblicati e quelli bruciati, la passione per la poesia e il collezionismo (ovviamente di tutto ciò che riguardi il tennis).