LIBRERIA

La storia della libreria Tarantola inizia con Alfredo, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine [...]


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Il club dei matematici solitari del prof. Odifreddi
SAGGIO - MARZO 2009

Nel loro storico album Sergeant Pepper's Lonely Hearts Club i Beatles cantavano: "Tenterò, con un piccolo aiuto dei miei amici. Riuscirò, con un piccolo aiuto dei miei amici".
Ispirato da questi versi, e con un piccolo (o meglio, un grande, grandissimo) aiuto dei suoi amici, il professor Odifreddi ha radunato attorno a sé un Club di matematici...

Nel loro storico album Sergeant Pepper's Lonely Hearts Club i Beatles cantavano: "Tenterò, con un piccolo aiuto dei miei amici. Riuscirò, con un piccolo aiuto dei miei amici".
Ispirato da questi versi, e con un piccolo (o meglio, un grande, grandissimo) aiuto dei suoi amici, il professor Odifreddi ha radunato attorno a sé un Club di matematici solitari che sono saliti sul palcoscenico non per suonare, ma per esibirsi in due festival di Matematica, dove sono stati acclamati da folle fino ad allora riservate ai divi della musica rock.
Questo libro riporta alcune delle indimenticabili performance dei membri del Club e registra alcune delle loro improvvisazioni, in assolo o in duetto, orchestrate e dirette dal capobanda.
Benché individualmente "solitari" per esigenze di copione, i membri del Club costituiscono collettivamente una titolatissima compagnia, composta da ben sei premi Nobel (uno per la letteratura, due per la fisica e tre per l'economia), tre medaglie Fields e due premi Templeton (rispettivamente, gli analoghi del Nobel per la matematica e per la religione), un campione del mondo di scacchi e varie altre menti straordinarie.
Quanto alla generica qualifica di "matematici " loro attribuita, va naturalmente presa cum grano salis. Alcuni lo sono di professione, e ai massimi livelli. Altri lo sono di applicazione, perché usano in vari modi la matematica nelle rispettive discipline. Altri, infine, lo sono di elezione, e manifestano con la loro presenza la sostanziale unità delle due culture, le cui divisioni esistono solo nelle menti di coloro che se le sognano.
A musica finita, la matematica esce da queste pagine come una disciplina in grado di mediare fra scienza e umanesimo, lontana anni luce dall'immagine noiosa e pedante che ne viene spesso data nelle scuole e dai media. Buon ascolto, dunque, e lunga vita al Club dei matematici solitari!